Vancouver Sun reviews Golden State at Jazz Fest: “not a law firm but a drummer-bandleader…”

“You hear the term “chamber jazz” often, but it best describes what the quartet Golden State performed at The Ironworks on Saturday. Harris Eisenstadt, not a law firm but a drummer-bandleader, had the quartet (drums, bass, clarinet, bassoon) engaging in grooves, disengaging for some free play, then re-engaging. Fresh, pleasant sounds emerged from the stage. If that ain’t chamber jazz, I don’t know what is.”

Link to full review here

3rd in Rising Star, Percussion category, Downbeat 2014 critics’ poll

p.65 of Downbeat August 2014 eedition. Pdf here.

Golden State North America Tour Press

“Pure magic… a rare compositional talent.”   – All About Jazz… re: Ottawa Jazz Fest performance… full  review here.

Georgia Straight (Vancouver) preview here. 

La Scena Musicale Golden State Review

“Drummer Harris Eisenstadt presents here a piano-less quartet with an unlikely combina- tion of flute (Nicole Mitchell) and bassoon (Sarah Schoenbeck, Eisenstadt’s partner), with Mark Dresser on double bass. A Toronto native who has lived in the United States for some time, Eisenstadt has released several discs for the Vancouver label Songlines, This latest offering of his is very much a chamber jazz ensemble working on delicate textures and a fair amount of composed material, but is open to individual or collective improvisations. Seven tracks are presented on this disc lasting not quite 50 minutes, a reasonable run time that makes us want to listen to the music again. This quartet is coming our way in June, minus the flute player, kept home for family reasons. Subbing for her will be Michael Moore on clarinet, an expat now living in Holland, and a fine choice for a replacement, too.” (June 20, 9:00 p.m., Café Résonance) – La Scena Musicale (Montreal)

Aberikula @ Red Hook Jazz Fest 6/8, NY Times, Village Voice, Macnie World previews

 

NY Times preview here

“10 Best Jazz shows in June” Village Voice preview here

Macnie World preview here

Golden state Jazz Colours (Italy) review

from the June 2014 issue of Jazz Colours (IT):

Nuovo, luminoso capitolo della saga musicale di Harris Eisenstadt: batterista, compositore e bandleader di sicuro talento, mente musicale tra le più fervide ed originali dell’ultimo decennio. La presente incisione, quindicesima a suo nome, e la scelta dei musicisti fanno seguito ad una residenza, nel 2012, presso la CalArts (Istituto Californiano per le Arti). Qui Eisenstadt e la moglie Sara Schoenbeck, hanno avuto modo di suonare con Dresser e Mitchell. La scelta dei musicisti è stata in qualche modo consequenziale e oculatissima nonché del tutto congruente con le idee musicali del leader. Spicca qui, sopra tutti e tutto, il magistero tecnico e musicale di Mark Dresser: il timbro scuro e il drive poderoso del suo contrabbasso, insieme alla scrittura, obliqua, attenta e raffinatissima di Eisenstadt, dànno l’impulso e indicano la direzione musicale con una autorevolezza e forza rare. La musica di “Golden State” è così costruita sulla contrapposizione tra il duo contrabbasso-batteria, energetico e dinamico, e la lieve, stravinskijana scrittura per il flauto e il fagotto variamente armonizzati. Nella scelta timbrica forse un personale omaggio alla tradizione della West Coast, ma le analogie — superficiali — finiscono qui perché la scrittura di Eisenstadt è “modernamente” scissa nella contrapposizione tra due tradizioni musicali solo in apparenza distanti. Eisenstadt stupisce, più che altrove, per facilità e felicità compositiva. Nell’iniziale What Is a Straw Horse, Anyways? Dresser e Eisenstadt, in grande evidenza, forniscono una pulsazione ritmica di grande energia, con ritmi sempre spezzati più vicini ad atmosfere rock, a cui si contrappongono frammenti melodici esposti dai fiati, variamente armonizzati o all’unisono, che conducono ad un tema di stravinskijana memoria. Ma il ritmo può poi dissolversi e può rimanere lo svolazzare di flauto e fagotto raggiunti dall’archetto di Dresser. Dogmatic in Any Case è un esempio dell’abilità e ricchezza compositiva di Eisenstadt: dopo la brevissima esposizione di un primo tema in cadenza libera, il contrabbasso, poderoso e mobilissimo, rimane solo e diventa l’elemento attorno cui si muovono, circospetti, i due fiati; è ancora il contrabbasso a muovere la musica facendo fiorire un nuovo, originalissimo, tema; poi gli assoli dei fiati e l’interludio batteristico, ogni volta con una falsa chiusa da cui germogliano nuovi temi, prima della ricapitolazione. I musicisti qui impegnati, eccetto il leader, hanno frequentato Braxton, ma il riferimento al maestro chicagoano è di metodo, e sta nel rigore e nella ricerca di un personale pensiero musicale. Braxton non dà ai suoi allievi indicazioni stilistiche e tecniche puntuali, forse proprio per ciò da quegli insegnamenti continuano a nascere nuove, originali musiche._An.Ga.

 

 

Vancouver Jazz Fest feature

In advance of several performances at the 2014 Vancouver Jazz Festival, artistic director and longtime friend Ken Pickering wrote a feature here.

NY Times preview for Canada Day Residency

Link here

Time Out NY previews Canada Day 5/21-24 Brooklyn residency

Link to preview here.

Canada Council touring grant recipient for summer 2014 festivals

 

 

 

 

 

Delighted to announce I’ve been awarded a Canada Council touring grant to support Golden State’s Canadian and American Jazz festivals tour June 19 – July 1. Please see tour page for details.